Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, eventuali cookie analitici di terze parti. Se vuoi saperne di più ed esprimere la tua scelta circa l'utilizzo dei cookie analitici clicca qui. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, invece, presti il consenso all'uso di tutti i cookie.

Perché è a suo agio in ogni occasione,
sempre unica e di tendenza

Buoni propositi? No, grazie. 5 cose da fare in alternativa a Capodanno

Stay beerish

Un sorso di poesia

Propositi
40111171_l
Poesia

Le più belle citazioni al sapore di luppolo

La birra, proprio come una bella donna, ha ispirato poeti e scrittori che ne hanno cantato le lodi, innamorati del suo caratteristico gusto amarognolo, capace di stregare palati e coscienze.

Un nome su tutti? William Shakespeare, il cantore dell’amore per eccellenza, capace di sintetizzare in poche parole i meriti di questa bevanda, mettendo subito in chiaro che “Una pinta di birra è un pasto da re”. E il “re” nell’Inghilterra shakespeariana era certamente il punto più alto di qualsiasi scala sociale, perciò è facile immaginare che i suoi pasti non fossero da meno!

Ma il Bardo non è stato il solo grande poeta ad essere stato sedotto dal gusto voluttuoso di una bella birra. Ne sa qualcosa anche Johann Wolfgang von Goethe, genio indiscusso della letteratura tedesca, che in fatto di piaceri ha le idee chiare: “Una birra forte, un tabacco profumato e una donna, questo è piacere”. Possiamo ben dire che il giovane Werther non avesse mai bevuto una pinta…

Sempre Goethe, dimostrandosi letterato versatile e brillante, ci ha lasciato una massima al sapore di luppolo che non perde mai di attualità, e nella quale ci mostra anche una certa dose di ironia: “Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica vera, è geografia”.

È al maestro del brivido letterario, Edgar Allan Poe, invece, che va attribuita una bellissima “Ode alla birra” nei cui versi sa spiegare con il suo stile evocativo, cosa si prova sorseggiando un bicchiere di birra.

Riempi d’ambra e crem sia sposa!
Berrò ancora un’altra pinta,
tal vision risalgon briose
dove stanza tien la mente.
Le più strane idee e più strambe
nascon, poi scompaion via.
Pure il tempo ha le sue gambe?
Non mi Importa! Birra sia!

Cantore del viaggio attraverso i sensi, il poeta Arthur Rimbaud, aveva la particolare “abitudine” di rompere tutti gli schemi e le convenzioni sociali della sua epoca, e, nel tardo Ottocento parigino, è impresso con il fuoco il suo ardore poetico. Non poteva non dedicare dei versi proprio alla birra e ai suoi aromi. Ecco solo un passo della sua poesia “Romanzo”, dove la birra torna più volte:

Come profumano i tigli nelle serate di giugno!
L’aria talvolta è così dolce che chiudi gli occhi;
Il vento è pieno di suoni, – la città non lontana, -
E profuma di vigna e di birra…

Rimanendo in tema di “scrittori maledetti”, bisogna fare un bel salto in avanti per incontrare Charles Bukowski. In generale, non si può dire che fosse un personaggio propriamente affidabile (almeno nelle sue incarnazioni letterarie), ma di certo non sbagliava nel dire: “Resta con la tua birra, la birra è un flusso continuo di sangue, un’amante continua”.

Non si pensi, però, che la lode della birra sia prerogativa tutta maschile. I versi di Sylvia Plath, una delle più importanti poetesse statunitensi, ne sono un chiaro esempio: “La birra ha un buon sapore in gola, freddo e amaro, ed i tre ragazzi e la birra e la gratuità della situazione mi fanno sentire bene e ridere sempre. Rido, e il mio rossetto lascia una macchia rossa come una falce di luna insanguinata sulla parte superiore della lattina di birra”.

C’è, poi, anche chi ne ama e ne loda spassionatamente l’estetica. Si tratta del celeberrimo poeta gallese Dylan Thomas, che ci ha descritto, in una prosa lirica indimenticabile, un bicchiere di birra spillato alla perfezione: “Amo il gusto della birra, la sua schiuma bianca, viva, la sua profondità ramata, il mondo che sorge all’improvviso attraverso le pareti brune e umide del vetro… la spuma negli angoli”.

Insomma, la birra ha tutti i pregi per essere, proprio come una donna, indimenticabile e indimenticata: carattere, bellezza, profumo… Ma ha almeno un’altra qualità, e ce la descrive uno dei più importanti scrittori contemporanei, Milan Kundera: “Non è la birra una santa libagione di sincerità? La pozione che dissipa ogni ipocrisia, ogni sciarada di belle maniere?”.

Di questo passo potremmo andare avanti ancora all’infinito, perché, non c’è che dire: nei secoli, la birra è stata una delle muse più indaffarate di tutte! D’altra parte, se già Platone sosteneva che “Dev’essere stato un uomo saggio ad inventare la birra” un motivo pure ci sarà…

(P.S. Peccato che a invertarla sia stata una donna…)

Fonti: Aforisticamente; Portale Birre;