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Donne e birra: Birra io t’adoro al Tempo delle donne

Birra&Fashion: la versione delle blogger

Birra da Nobel

Birra tempo donne
Copertina birra fashion
Nobel

Sapevate che il premio Nobel per la pace Barack Obama ha una sua birra personale? O che in un difficilissimo enigma proposto da un altro premio Nobel, Albert Einstein, si può trovare la soluzione capendo chi è l’uomo che beve una birra?

Se siete appassionati di aneddoti e notizie curiose, e se pensate che la birra (o per lo meno chi l’ha inventata) avrebbe meritato un Nobel, ecco una carrellata delle storie più curiose al sapore di luppolo da leggere per ingannare il tempo in attesa di scoprire tutti i vincitori del 2015.

La birra di Obama - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha una sua birra personale: la White House Honey Ale, che prende il nome dal miele prodotto proprio negli alveari del giardino presidenziale e che ne costituisce uno degli ingredienti. Prodotta dagli chef della Casa Bianca, è stata servita per la prima volta durante una cena presidenziale, nel 2011. Tranquilli, però: il costo degli ingredienti e delle attrezzature per la produzione sono completamente a carico del Commander in Chief (che non vuole gravare sul bilancio federale).

Il quesito di Einstein – Un altro premio Nobel, Albert Einstein, propose all’inizio del ventesimo secolo un enigma così difficile che – a suo dire – il 98% della popolazione non avrebbe saputo risolvere. Uno degli “indizi” che permettono di scovare la soluzione, riguarda, pensate un po’, proprio un uomo che beve una birra. Ma c’è almeno un altro aneddoto curioso che lega il grande fisico alla bevanda al luppolo: giovanissimo, ad appena 17 anni, lavorò all’Oktoberfest! Fu impiegato come aiuto-operaio dai proprietari della tenda Schottenhamel che, per primi, volevano utilizzare l’illuminazione elettrica per il loro stand. Ad Einstein fu affidato l’incarico… di avvitare le lampadine.

I premi IG Nobel – Non di soli Nobel è pieno il mondo! Ogni anno, infatti, vengono assegnati anche dei premi per ricerche che potremmo definire (usando un eufemismo) improbabili, ma che hanno il merito di far prima ridere e poi pensare. Bene, che ci crediate o no, la birra è protagonista di più di uno degli studi premiati nel corso degli anni. Nel 2002, ad esempio, nel campo della fisica il premio andò ad Arnd Leike dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco: riuscì a dimostrare che la schiuma della birra segue una legge matematica (per la precisione quella del decadimento esponenziale). Nel 2009, invece, a Stephan Bolliger, Steffen Ross, Lars Oesterhewelg, Michael Thali e Beat Kneubuehl venne assegnato il premio IG Nobel per la pace grazie a una ricerca al termine della quale si riuscì a determinare se fosse meglio essere colpiti in testa con una bottiglia di birra vuota… o con una piena. Ma il premio più assurdo se lo sono aggiudicato gli australiani Daryll Gwynne e David Rentz nel 2011 per uno studio che non può che essere definito “singolare”: gli scienziati scoprirono che ci sono degli scarafaggi che per l’accoppiamento prediligono alcuni tipi di bottiglie di birra (rigorosamente made in Australia). Ovviamente, il premio IG Nobel per la biologia, quell’anno, non glielo ha tolto nessuno!

Fonti: Assobirra; Focus; Travel Fanpage; Wikipedia